sabato, luglio 02, 2011

DAVIDE VAN DE SFROOS A MILANO - LIVE BLOGGING

Penso che parlerò di tutto tranne che di Davide Van De Sfroos.

1645 - Sono in stazione ad Arona, tanto per cambiare. In treno devo finire un lavoro importante, arrivato a un punto fondamentale che dovrebbe darmi qualche soddisfazione. Passo da casa, spedisco il lavoro, butto via un po' di calcinacci (l'ho raccontata la triste storia dei balconi? boh) esco, vado al concerto e dopo mi raggiungono gli amici di BSG che sono a dormire a casa mia per il Telefilm Festival.

No, non è complicato come sembra. Mi viene in mente una cosa... devo ricaricare il cell. Ultimamente anche Vodafone mi fa casini.

Ok. Il problema è che da un paio di settimane sono in preda al terrore più nero e non riesco a divertirmi con niente, se non cretinate su internet e neanche sempre. Fosse per me piangerei di continuo. Mi sveglio al mattino con la fronte e le mani sudate - almeno ascolto il mio corpo, come dicevo sotto. L'organizzazione della serata non c'entra, se non fosse che ho paura di fallire in qualcosa. C'entra molto il caso Pescenero di cui ho parlato qui sotto. Lunedì ricomincerò a tempestare i dottori, perché questa angoscia deve passare. Mi va benissimo fare grandi progressi, ma nel frattempo vorrei anche riuscire a esistere...

Vabbe', speriamo di avere il portatile abbastanza carico per fare un po' di lavoro. Ho pure il lettore mp3 scarico, che tristezza.

1800 - Quasi a Milano. Finita rilettura lavoro, questo dovrebbe farmi sentire meglio. Eppure non riesco a provare anticipazione, gioia, speranza.

Mi spiace anche che non ho detto nulla del concerto a quasi nessuno, anche se sapevo che alcuni amici potevano essere interessati. Eppure mi sembrava complicatissimo anche solo pensarci, così ho comprato il biglietto al volo, l'ho cacciato nel portafoglio e me ne sono praticamente dimenticata.

Oggi mi ha un po' tirato su il fatto che DVDS sarà a Varallo il 14, e se stasera sarò triste potrò magari ripetere l'esperienza con maggior entusiasmo e magari in compagnia.

Comunque è stata una sensazione stranissima, per 10 minuti 10 mi sono sentita meglio, sollevata, senza preoccupazioni, e mi è parso incredibile. A volte ha ragione Lucrezio, il piacere è solo assenza di dolore, e ultimamente non lo provo quasi mai.

1825 - Passante. Un salto a casa per quel paio di cose, poi fuori di nuovo. Lo spettacolo è alle 21, non ho idea con quanto anticipo si debba arrivare. O come vestirmi (così come sono - sciatta), che gente ci sarà, se parleranno tutti un dialetto incomprensibile. Che poi non è vero, per noi milanesi è comprensibilissimo.

Sono ansiosa anche perché non mi sono "preparata", non ho ascoltato abbastanza le canzoni. Beh, forse così l'esperienza sarà più fresca. E poi c'è la soddisfazione di andare a vedere un concerto dedicato al mio primo amore, ovviamente immaginario: YANEZ!

1945 - Di nuovo fuori, più tardi del previsto. Ma non ho voluto ammazzarmi di fatica. Ho fatto l'essenziale e mi sono anche presa il tempo di cambiarmi la maglietta. Con la mia predilezione per i pantaloni neri, sembrerò un ufficiale scientifico della Flotta Stellare, o un interista.

Ehi, magari potrei avvertire i miei amici che mi trovo perlomeno nella stessa città dove sono loro...

2015 - E SONO DENTRO! Ho un biglietto di tribuna e mi sono seduta sul prato, dove c'è gente ma anche un sacco di spazio. Tanto costano uguale. Se non temessi di portare una sfiga abissale direi che sono emozionata. Ehi, settimana scorsa è stato matematico, ho detto che era una giornata Tully e prontamente si è sparsa la diceria che hanno tagliato il Pescenero. E' matematico. Quindi NO NON SONO EMOZIONATA STO SOFFRENDO ATROCEMENTE AAARGH. Bel fatto anche questo, da riferire alla terapista giovedì.

Eppure è quasi come andare a Ravenna tutta da sola per la prima volta, solo io e l'oggetto della mia ispirazione. Con amici mi divertirei, ma così è avventura!

La gente è di tutti i tipi: alcuni più vecchi di me, altri potrebbero essere miei nipoti. Tutti perbene. Tutti casual, e io con la magliettina di seta blu dorata... Di sicuro e solo per questo che la ragazza a cui ho chiesto la maglietta (non ce l'hanno, sigh) mi ha dato del lei!

(mi sono già sputtanata dicendo che voglio una maglietta con il nome del mio primo amore. dice che la venderanno sul sito.)

La tensione si fa sentire. Fame zero. Ma la birretta al chiosco non me la toglie nessuno. C'è anche un gentile signore che le vende fra la folla... ma per ora basta, magari all'intervallo.

2042 - Effetto folla manzoniana. Si sono alzati in 2, e vram, tutti sotto il palco. Anch'io, ovvio!

I ragazzi dietro di me hanno striscioni fantastici. Sarà un bel mosh pit... ma sembra anche di essere allo stadio, a un match Como-Varese.

E SI PARTE.

2342 - Non ha fatto l'intervallo! Io devo aver UCCISO il tizio davanti con l'urlo che ho lanciato quando ho capito che stava presentando Yanez. Pelle d'oca alta così quando ha fatto New Orleans. Tutti chiedevano a gran voce (e a cartelli) Camionista Ghost Rider, ma purtroppo non l'ha fatta. Ne ha suonate di bellissime, d'altra parte, quest'uomo ha una discografia sterminata!

Il pubblico le sapeva TUTTE. Che vergogna. Da domani inizio la cura Van De Sfroos. Per la prossima volta devo essere preparata... perche' ci sarà una prossima volta.

FINE