"Maestrini: Quell'Italia che non c'è" di Susanna Tamaro Incollerei l'intero articolo, se non fosse per il copyright. Tamaro (sebbene confonda Rigoletto con Don Basilio) mi risparmia diversi post deliranti in cui tenterei di spiegare la mia posizione di fronte a queste elezioni, con il mio cervello saldo come una spugna marina. La mia sfiducia nei media (che io baso sull'inconoscibilità e incomunicabilità della verità): "Il padre di Isaac B. Singer considerava una vera follia leggere i giornali la mattina, appena svegli. In quel momento, infatti, l'anima e il corpo, uscendo dal riposo notturno, sono aperti e, dunque, particolarmente vulnerabili. Per quale atto di masochismo dunque bisognava immediatamente avvilirli con tutto ciò che di negativo la cronaca offriva?" Purtroppo io leggo solo diversi quotidiani online, non quelli cartacei, quindi non ho alternativa se non leggerli subito, ma mi sono accorta benissimo del fenomeno. Infatti è vero che sono la prima cosa che leggo al mattino, poi però vado a svaccarmi immediatamente su Facebook per purificare la mente (non che Facebook non sembri spesso un comizio politico urlato nelle orecchie, ma almeno posso correre in tutta fretta a giocare a Special Forces). Fra l'altro, proprio oggi Lao Tzu ci dice: "He who knows does not speak. He who speaks does not know." La mia ansia di fronte agli intolleranti. Data la mia convinzione nell'inconoscibilità e incomunicabilità della verità, detesto essere colpita a martellate dalle certezze altrui (basate su media così inaffidabili). "Ho parecchi amici... che, anzi, ogni mattina, appena svegli, si abbeverano avidamente alla mazzetta dei velenosi quotidiani. Ed è proprio con loro che spesso la conversazione diventa più difficile, perché hanno sempre idee certe su tutto, saturi a tal punto di indignazione che, spesso, basta dire una sola sillaba per farli esplodere. ... trasformando persone, altrimenti miti e ragionevoli, in fanatici moralisti, chiusi a qualsiasi dialogo e a qualsiasi dubbio sulle versioni dei fatti riportate dai media." Lei ha gli amici, io ho un parente stretto che è IDENTICO. E ci devo guardare i telegiornali assieme. E quando tutti stanno zitti per non causare un'esplosione, lancia lui il sasso con qualche commentino sarcastico, salvo poi ritirare la mano quando gli si risponde civilmente, dicendo "Io non voglio discuterne." La mia opinione della classe politica italiana al completo: un asilo infantile. "Da persona adulta, che ama il suo Paese e ne vorrebbe essere orgogliosa, sono letteralmente disgustata dal clima che si respira in queste settimane pre elettorali. E come ogni volta, in questa situazione, mi trovo a fare la stessa domanda. Siamo proprio sicuri che il Paese voglia questo spettacolo, che si identifichi con una classe politica il cui livello di dominio di sé può gareggiare con quello di un asilo infantile? Non dovrebbero governarci i saggi, i forti, le persone equilibrate?" "Asilo infantile" è la metafora più frequente che uso per descrivere la nostra politica, e non credo di averla copiata da lei. Tamaro mi piace molto di più come saggista che come scrittrice, anche se non ho letto gli ultimi libri, ma evidentemente, in quanto entrambe scrittrici (absit iniuria), la nostra sensibilità ha trovato la metafora più vicina. La mia opinione della vera Italia che fa funzionare il Paese e che non fa notizia: "Ma l'Italia vera è proprio quella che compare sui giornali? Oppure esiste un Paese reale che, ringraziando il cielo, è molto diverso da quella sordida commedia che ci viene rappresentata sui media? Un Paese reale serio, preoccupato, affannato da una prolungata situazione di immobilismo, di stallo, offeso da una burocrazia che ferisce profondamente l'idea di Stato moderno... Quest'Italia che non compare mai sui media è un'Italia che vorrebbe una classe politica adulta. Una classe che, invece di dedicarsi all'usuale pratica di demonizzare l'avversario, operasse per la costruzione di un Paese più moderno... un Paese che ha voglia di rinascere e si guarda intorno, alla ricerca di qualcuno che lo aiuti a farlo." Ho tagliato brutalmente per questioni di spazio ma leggete tutto l'articolo perché ne vale la pena. Fra l'altro, Tamaro non nomina destra, sinistra, religione, laicità, immigrazione, spazzatura, America, Francia, Papuasia, gatti, cani o cammelli, quindi le sue parole potrebbero essere condivise da tutti, salvo i più fanatici da lei citati che non la leggono per principio. Non sono del tutto d'accordo con lei soltanto sull'ultima frase: io *personalmente* non cerco qualcuno che aiuti il paese a rinascere (malgrado la mia altra teoria, quella del leader che comanda dal fronte, che però si riferisce solo alla mia vita privata e lavorativa). Penso che una persona o un governo in grado di pacificare il Paese in questo momento non esista. E questo è, secondo me, il bello dell'Italia: che va avanti lo stesso, malgrado la politica. |