giovedì, dicembre 09, 2004

REMUS A MOLLY

Cara Molly, le tue parole sono sempre confortanti, ma lo sono per me. Sirius ultimamente mi sembra senza speranza; lui sicuramente si ritiene tale. Almeno io so che divento un mostro solo per quella manciata di ore al mese, e anche se è doloroso so di non essere davvero così, e so che gli altri lo sanno. Lui no... Lui è stato cambiato così profondamente da Azkaban che la paura di ferire e di essere ferito non lo abbandona mai. Il che, paradossalmente, lo porta a ferire davvero, perché questa è la sua reazione davanti alla paura - colpire e scappare. E lui ha paura delle cose normali - l'amore, la politica, i rapporti fra persone, tutto quello che può contenere anche un minimo di conflitto - perché per lui non sono più normali, sono solo fonte di orrore e paura. Sta facendo l'impossibile per farselo passare: le pozioni di Snape, i consigli di Dumbledore... niente. Saggiamente, Dumbledore gli dice che non può essere una cosa rapida, che ha bisogno di tempo, di pazienza... E lui impazzisce a sentirsi dire questo. Risponde: "Io non ho tempo."

Capisci perché non vuole avere più nulla a che fare con nessuno, neppure gli amici, soprattutto gli amici? Perché un momento prima può pensare che è una delle più belle serate degli ultimi tempi, e un momento dopo una semplice frase lo getta di nuovo nel panico! E' una tortura continua. E non è neanche giusto pensare che gli altri debbano saperlo e adattarsi, anche perché per lui questo è orribile - pensare di dover essere in qualche modo protetto, trattato diversamente dagli altri. Per lui è ancora peggio.

Secondo me gli passerà. Secondo lui, no. Nel frattempo, l'unica per lui e per tutti quelli che sono così stupidi da essere affezionati a lui (parole sue) è vivere alla giornata...