Oggi sono in vena di commenti filosofici, che casualmente vertono tutti su un problema che mi sta terribilmente a cuore: il rispetto per le emozioni altrui, specialmente nei rapporti fra uomo e donna. Sto conducendo un'autentica lotta, da brava soldatina, contro la tendenza a giudicare superficiali, "di comodo" o addirittura da manicomio (e quindi da evitare, non menzionare, accantonare, vergognarsene...) le forme di depressione, dalle più lievi alle più gravi. Che sono particolarmente dolorose quando investono la sfera sentimentale. Fra l'altro ho letto che Lincoln e Churchill soffrivano di depressione... chissà se è vero: di sicuro è vero per Indro Montanelli, che lo dichiarò apertamente, e credo per Vittorio Gassman. La depressione non impedisce di compiere cose grandissime: fa solo vivere dannatamente male, e a volte quelli che stanno intorno, amici o opinione pubblica che siano, non aiutano. Ecco cosa ho risposto a un post di Giaele (la quale ovviamente non è fra quelli che non aiutano, ma mi ha ispirato a parlare ancora una volta di questo problema!) “Sclerotizzati nelle nostre risposte precostituite”: verissimo, è un grave problema, ma come ti dicevo nelle nostre mail, a volte la responsabilità è nostra… e a volte no. Tant’è vero che i moderni psicoterapeuti puntano sulla terapia comportamentale, ovvero cercano di insegnare a cambiare le istintive risposte negative, ed è un lavoro massacrante! Non sempre sono semplici pregiudizi; a volte sono vere patologie nate da eventi traumatici che richiedono un profondo lavoro per essere quantomeno smorzate. Ovvio che ci sono alcuni che invece si comportano così proprio per il gusto di sentirsi superiori, di “piangersi addosso” come dici, e per loro non ho molta pietà :P Ma a volte è difficile giudicare con quale “tipo” si ha a che fare. Stavo discutendo con un’amica proprio sul problema opposto: provare un dolore autentico che spinge a ritrarsi in se stessi, e poi sentirsi dire “smettila di piangerti addosso”… è una cosa che dà molto sui nervi :P Fra l’altro, quando si parla di “diverso”, si intende in genere esortare alla comprensione verso stili di vita e culture non nostre, il che è giustissimo, ma si trascura la più grande, bellissima e tragica diversità che dobbiamo affrontare ogni singolo giorno della nostra vita: uomo e donna. Passato il dominio maschile, passato il femminismo estremo, ci siamo assestati in una quotidiana guerra dei sessi che secondo me è mostruosa e oscena, soprattutto per come passa in secondo piano, a parte i casi più eclatanti. Una guerra che si manifesta [al suo peggio - aggiunto rispetto al post originale] proprio quando si è stabilito un rapporto. Quante volte ho sentito fidanzati e sposi (anche parenti stretti… chi vuole intendere…) scambiarsi insulti che se detti fra amici avrebbero meritato un pugno in un occhio, e considerarlo del tutto normale. Perché? Ecco, parlo per me, ma forse è questa “diversità” che spinge alcuni di noi a non riuscire a uscire dal loro buco, afflitti da una patologica sfiducia proprio verso coloro da cui bisognerebbe essere attratti… Ma su questo sì, bisogna reagire con l’esempio per cancellare questa maleducazione incancrenita. Fate l’amore, non la guerra dei sessi! :P |