La prima parte del sogno era la solita avventura in un castello/museo di cui ricordo poco. Poi cambia la scena e mi ritrovo con il mio nuovo lavoro di traduzione, in cerca di un buon libro italiano sulla seconda guerra mondiale (il che è vero). Quindi vado a casa di Kit che sta traducendo anche lei la stessa collana, e il fascicolo che ha lei è in italiano (il che non solo non è vero ma è anche senza senso). La trovo in un appartamentino in un sottoscala di un palazzo che sembra quello dove abita adesso, più o meno dove si trova la portineria. In realtà l'appartamentino ha un suo fascino, solo che è ancora in via di restauro e ci sono decine di fili elettrici che corrono per terra. Nell'ambiente piccolo, Kit continua a inciamparci dentro. "Ne ho abbastanza!" mi dice. "Sai qual è il mio sogno proibito? Comprare la stanza di fronte. Anzi, sai che faccio, vado subito a parlarne con la padrona." Attraversiamo l'androne del palazzo, entriamo dove mi sembra che nella realtà ci sia una scala e ci troviamo in un immenso stanzone vuoto con bellissime finestre sul lato lungo verso il cortile. Nell'angolo alla nostra sinistra c'è la padrona, seduta a una specie di scrivania/cassa su un piedistallo. Ci apostrofa dall'alto con voce rude: "Cosa?" Però in realtà è ben disposta a vendere la stanza, e lei e Kit discutono; interviene anche uno che potrebbe essere il marito della signora. Io incoraggio Kit, dicendole che può farsi un bel monolocale in questa stanza e dopo vendere l'altro appartamentino. La signora è talmente entusiasta che ci porta sul tetto! In cima al palazzo c'è una grande terrazza che dà sull'incrocio: anche quello è, eppure non è, l'incrocio davanti a casa di Kit. La signora ci spiega che in tempo di guerra nei palazzi di fronte c'erano i cecchini che sparavano su questo palazzo. E in effetti vediamo gli abitanti che fanno finta di sparare oppure si disperano e corrono a nascondersi. A quel punto sul tetto si è radunata una folla, e da uno dei terrazzi di fronte si affaccia Evita Peron e comincia a mandare baci e salutare gli spettatori. Io mi giro a guardare gli altri e vedo che fra noi c'è Madonna, o quanto meno nel sogno so che è Madonna anche se non le assomiglia per niente (ha i capelli scuri e cortissimi) e appare molto angosciata, a causa dei cecchini, suppongo. Ma nessuno le bada molto, anzi pare che l'affare si sia concluso. "Finalmente," esclama Kit, stanchissima. "Andiamo a mangiare un dolce." Torniamo di sotto e ci avviamo verso viale Corsica... |